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Raffaele De Rosa: «È fondamentale proteggere ciò che si costruisce»

di Annarita Cacciamani
Il broker immobiliare attivo a Torino lavora con una pianificazione attenta, separando il patrimonio personale da quello professionale.

Un broker immobiliare si occupa di coordinare, formare e supportare gli agenti immobiliari creando un’organizzazione strutturata. Parola di Raffaele De Rosa, attivo a Torino, che in questa intervista sottolinea anche l’importanza dell’affiancamento di un business coach nella propria attività. 

Perché ha scelto di diventare un broker immobiliare e cosa le piace di più del suo lavoro?

Ho scelto di diventare broker perché volevo andare oltre la semplice vendita. Il broker immobiliare, infatti, è una figura che va oltre la semplice intermediazione: il mio ruolo è aiutare i professionisti e e le professioniste del settore a crescere, fornendo strumenti, metodo, visione strategica e supporto operativo. L’obiettivo è migliorare i risultati individuali e di gruppo. 

All’inizio facevo l’agente immobiliare “classico”, lavoravo tanto e guadagnavo solo se ero presente. A un certo punto ho capito che volevo costruire qualcosa che crescesse anche senza dipendere solo dal mio tempo. La cosa che mi piace di più oggi è aiutare le persone a crescere: vedere un agente che migliora, che diventa più sicuro e più libero grazie al lavoro fatto insieme, è la soddisfazione più grande.

Lei fa parte di un grande network. Quali vantaggi comporta?

Far parte di un network significa non essere mai soli. Hai strumenti, formazione continua e un modello di lavoro moderno, tutto digitale. Ma soprattutto hai la possibilità di creare un team e costruire un reddito che non dipende solo dalle tue vendite. È un sistema che premia l’impegno e il merito, senza obbligare a investimenti pesanti o strutture tradizionali.

INTERNA DE ROSA

Quali strumenti utilizza per ottimizzare le sue attività quotidiane? 

Uso molti strumenti digitali per organizzare il lavoro, il marketing e i contatti. Utilizzo anche l’intelligenza artificiale (AI): mi aiuta a risparmiare tempo, a comunicare meglio e a prendere decisioni più rapide. L’AI non sostituisce il rapporto umano, ma mi permette di concentrarmi di più sulle persone e meno sulle attività ripetitive.

Che importanza hanno per lei il marketing e la comunicazione?

Oggi sono fondamentali. Se non comunichi bene chi sei e cosa fai, rischi di non essere capito. Il marketing serve a creare fiducia, non solo a vendere. Io punto su una comunicazione semplice, vera, senza promesse irrealistiche. Le persone apprezzano la trasparenza.

In che modo tutela il suo patrimonio personale?

Con il tempo ho imparato che guadagnare è importante, ma proteggere quello che costruisci lo è ancora di più. Per questo oggi lavoro con una pianificazione attenta, separando il patrimonio personale da quello professionale e facendo scelte più consapevoli. Meno improvvisazione e più strategia.

Quali sono gli obiettivi professionali che si pone nei prossimi anni?

Il mio obiettivo è far crescere sempre più persone all’interno del network, aiutandole a diventare autonome e sicure nel loro lavoro. Voglio creare strutture solide, che durino nel tempo, e allo stesso tempo avere sempre più libertà di tempo. Crescere sì, ma in modo sano ed equilibrato.

Si è mai avvalso della consulenza di un business coach?

Non ancora, ma sono profondamente convinto dell’importanza di affiancarsi a questa figura professionale. Un/a business coach può fare una grande differenza perché aiuta chi fa impresa a guardare il proprio business con maggiore lucidità, a mettere ordine, a definire obiettivi chiari e soprattutto a prendere decisioni più consapevoli. Spesso, quando si è dentro l’operatività quotidiana, si rischia di perdere visione e di ripetere schemi che rallentano la crescita.

Annarita Cacciamani

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