La Business Control & Operations Manager di Caffè Trucillo racconta come l’equilibrio tra ruoli definiti, dialogo quotidiano e visione condivisa rappresenti oggi la forza distintiva della torrefazione salernitana. Una gestione che nasce in famiglia ma cresce con approccio manageriale e apertura al cambiamento.
Tradizione ed innovazione, locale e globale, famiglia ed azienda. In una parola: equilibrio. Questo concetto, molto più di una semplice parola, è certamente di fondamentale importanza nel racconto dell’azienda Caffè Trucillo, storica torrefazione di Salerno che nel 2025 sta festeggiando 75 anni di attività. Trucillo rappresenta il caffè italiano nel mondo ma anche un modello di gestione in cui, negli ultimi anni, la nuova generazione ha affiancato Matteo Trucillo (amministratore delegato) e Fausta Colosimo (responsabile mercati internazionali e moglie di Matteo) in uno scambio continuo che significa, per tutti, crescita, evoluzione, miglioramento nel segno del cambiamento e, allo stesso tempo, della conservazione di valori forti e know how profondo. A parlarci delle dinamiche che governano i rapporti interni e l’organizzazione è Andrea Trucillo, la secondogenita della famiglia, Business Control & Operations Manager con funzioni HR.

Andrea Trucillo
La vostra è un’azienda familiare in cui tutti i membri sono coinvolti. Come siete organizzati?
Alla guida dell’azienda ci sono i nostri genitori: Matteo Trucillo, Amministratore Unico e Fausta Colosimo, che cura la direzione dei mercati internazionali e le relazioni istituzionali. Al loro fianco lavoriamo noi tre figli, ciascuno con un ruolo ben definito e in linea con le proprie competenze e inclinazioni: io mi occupo di Business Control & Operations, Antonia è Coffee Sourcing Manager, Direttrice dell’Accademia e responsabile Marketing, mentre Cesare ricopre il ruolo di Business Development & Sales Manager. Ci confrontiamo quotidianamente, condividendo obiettivi e decisioni strategiche. È un modello che unisce una struttura manageriale chiara a un forte senso di appartenenza familiare — un equilibrio che ci permette di essere solidi nelle fondamenta e agili nell’affrontare le sfide del mercato.
Come vi siete formati ai ruoli manageriali che lei, sua sorella Antonia e suo fratello Cesare avete assunto?
La formazione è da sempre uno dei nostri pilastri fondamentali, sia in ambito accademico sia extra-accademico. Ognuno di noi ha seguito un percorso diverso, coerente con la propria indole e i propri obiettivi. Io ho unito studi in Economia Aziendale e Management presso l’Università Bocconi a un percorso più umanistico, completando un Master in Human Decision Science alla Maastricht University che mi ha permesso di approfondire i meccanismi del comportamento umano nei processi decisionali.
Antonia ha studiato Marketing e Comunicazione d’Impresa alla IULM di Milano, per poi specializzarsi nel mondo del caffè fino a completare il Coffee Diploma System della SCA e ottenere la certificazione di Q-grader, una delle più riconosciute a livello internazionale nel settore.
Cesare ha studiato International Business alla John Cabot University, portando in azienda una visione aperta e orientata ai mercati globali. Ancora oggi prosegue la sua crescita professionale con master dedicati alla negoziazione e alle vendite presso la SDA Bocconi. Tutti noi ci impegniamo in una formazione continua, in tutte le sue forme, in quanto crediamo sia la chiave per guidare un’azienda moderna, consapevole e capace di evolversi.

Lei è stata la fautrice della spinta tecnologica data all’organizzazione aziendale. Cosa ha significato in quanto a sfide ed opportunità?
Introdurre la tecnologia in modo strutturato è stato un passaggio cruciale. Non si è trattato solo di implementare nuovi strumenti ma di ripensare i processi interni in ottica digitale, con l’obiettivo di renderli più efficienti, integrati e trasparenti.
Le sfide non sono mancate — dal cambiamento culturale alla formazione del team — ma i risultati sono stati significativi. Oggi abbiamo una gestione più fluida, accesso a dati in tempo reale e una capacità di pianificazione molto più accurata. È stato anche un modo per valorizzare il contributo delle nuove generazioni e rendere l’organizzazione più resiliente e pronta al futuro.
L’azienda è alla terza generazione, come si sta svolgendo il passaggio generazionale?
Il passaggio generazionale non è un momento ma un processo che si costruisce nel tempo. Nel nostro caso, si è sviluppato in modo naturale, grazie a un dialogo costante tra le generazioni e a un grande rispetto reciproco. I nostri genitori ci hanno sempre coinvolti fin da giovani, trasmettendoci i valori dell’impresa e del lavoro ma lasciandoci anche la libertà di portare la nostra visione.

Oggi le due generazioni coesistono in un intreccio di competenze e sensibilità diverse che ci consente di crescere in modo armonico e sostenibile. A supportare questo percorso e favorire l’equilibrio tra identità familiare e approccio manageriale, si inserisce anche l’ingresso del General Manager Francesco Giordano, che accompagna l’azienda in questa fase di evoluzione e consolidamento.
Come tutelate il patrimonio familiare e quello aziendale?
Per noi il patrimonio familiare e quello aziendale sono due dimensioni che si alimentano reciprocamente. Li tuteliamo attraverso una governance chiara, regole condivise e una gestione attenta e sostenibile. Abbiamo scelto di mantenere un equilibrio costante tra tradizione e innovazione, lavorando con una visione orientata alla sostenibilità nel lungo periodo.
Ma la vera tutela risiede nel valore umano: la coesione della famiglia, la fiducia reciproca e la passione per ciò che facciamo. Sono questi elementi che, più di ogni altra cosa, garantiscono continuità e solidità nel tempo.

