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Alessandro Persichetti: «Investimenti e competenze vanno anche comunicati»

di Annarita Cacciamani
Lo spirito imprenditoriale secondo Alessandro Persichetti: pianificazione, controllo e riserve per affrontare ogni scenario. La seconda generazione guida Persichetti Stampi tra Lean production, ERP, MES e nuove sfide per diversificare e rimanere competitivi.

Nata nel 1995 “sotto casa” della famiglia Persichetti in provincia di Perugia, Persichetti Stampi è cresciuta parallelamente al percorso di vita dei fratelli Persichetti. L’azienda unisce quindi le radici familiari e alla spinta verso l’innovazione tecnologica. In questa intervista Alessandro Persichetti, account manager, racconta come una gestione attenta – fatta di pianificazione, controllo e reinvestimento costante – sia stata la chiave per tutelare e rafforzare nel tempo il patrimonio aziendale e personale della famiglia.

INTERNA -Alessandro con il padre Giancarlo Persichetti

Alessandro con il padre Giancarlo Persichetti

Di cosa si occupa nello specifico Persichetti Stampi, l’azienda fondata da suo padre? 

Noi ci occupiamo della progettazione e realizzazione di stampi per materie plastiche, dello stampaggio a iniezione di componenti plastici e di altre lavorazioni meccaniche di precisione. Per me entrare in azienda è stato un processo naturale: l’ho vista nascere e crescere insieme a me. Io sono nato nel 1994 e l’azienda è stata fondata nel 1995, proprio sotto casa. Da bambino era normale girare in officina o addormentarmi con il rumore dei macchinari. A 14 anni già passavo le estati lavorando in azienda insieme a mio fratello. Credo di essere nato con questa propensione a fare l’imprenditore: oltre a Persichetti Stampi porto avanti anche altri progetti, ma senza mai ridurre l’impegno verso l’impresa di famiglia, che per noi resta il cuore di tutto.

Quali strumenti utilizzate per organizzare internamente l’azienda? Quanto sono importanti la pianificazione e il controllo di gestione per monitorare la salute aziendale?

Utilizziamo diversi strumenti, sia digitali che metodologici. Abbiamo un software ERP (enterprise resource planning) che gestisce ordini, acquisti, magazzino, produzione e contabilità in un unico sistema integrato. In officina stiamo implementando un sistema MES (manifacturing execution stysem) che rileva in tempo reale i dati di produzione – tempi macchina, avanzamento ordini, fermi – permettendoci di avere un controllo puntuale. Usiamo software CAD e CAM per la progettazione e programmazione delle macchine, e sistemi di analisi dei flussi che ottimizzano il ciclo di vita del prodotto.  Inoltre, portiamo avanti un approccio Lean Production per ridurre sprechi, aumentare efficienza e migliorare la sicurezza. Il controllo di gestione è fondamentale: ci consente di pianificare fabbisogni, valutare investimenti, monitorare budget e cash flow, correggere scostamenti e quindi garantire la sostenibilità e la redditività aziendale.

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Quali strategie adottate per garantire la tutela del patrimonio aziendale e personale?

Più che una strategia, è una cultura trasmessa da mio padre: l’azienda non deve essere vista né come una banca né come una mucca da mungere. Una parte dei ricavi netti viene sempre messa a riserva per affrontare eventuali periodi di crisi, perché la storia ci insegna che eventi imprevisti possono sempre capitare. Inoltre reinvestiamo costantemente in macchinari e strutture. La nostra sede attuale è stata completata nel 2014 e da allora continuiamo ad aggiornarci tecnologicamente per restare competitivi e offrire ai clienti un servizio d’eccellenza. Questa filosofia ci ha sempre premiato nel lungo periodo.

Quali sono i principali obiettivi di crescita per i prossimi 5-10 anni?

Negli anni abbiamo investito molto in tecnologie e parco macchine, e i clienti ci riconoscono questo valore. Nei prossimi anni mi piacerebbe intraprendere nuove sfide, diversificando i nostri servizi ed entrando anche in altri settori della meccanica di precisione. Credo che la diversificazione, seppur più complessa, sia quella che nel lungo periodo garantisce più soddisfazioni e più sicurezza. Un bravo imprenditore deve saper preparare l’azienda ai tempi meno favorevoli, perché non possiamo prevedere tutto: basti pensare a come le scelte sul mercato dell’elettrico abbiano sconvolto l’automotive. Per questo sto lavorando anche su altri progetti imprenditoriali che porteranno presto delle novità.

Comunicazione e marketing: di cosa è soddisfatto e su quali aspetti invece sta lavorando per essere ancora più efficace?

La comunicazione e il marketing li ho avviati io in azienda: fino a poco tempo fa ci basavamo solo sul passaparola. Oggi invece puntiamo a farci conoscere di più, perché investimenti e competenze vanno anche mostrati. Stiamo rifacendo il sito web, che ormai è una vera e propria vetrina. Su LinkedIn abbiamo un buon seguito e questo ci permette di creare relazioni professionali. 

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Sto cercando di sperimentare anche su piattaforme più giovani come Instagram e TikTok, per far conoscere il nostro mondo ai ragazzi e attrarli verso la meccanica di precisione: è un settore sempre più tecnologico, che richiede testa più che forza fisica, e in Italia ci sarà grande bisogno di figure specializzate.

Per mantenere un mindset equilibrato ed efficace ha frequentato percorsi di formazione?

Io mi formo continuamente, tramite corsi e libri, soprattutto per accrescere le mie competenze tecniche e gestionali. Credo che l’attitudine imprenditoriale sia anche una questione di indole: devi nascere con una certa propensione al rischio e alla responsabilità. Gestire un’azienda significa affrontare ogni giorno problemi amministrativi, produttivi, commerciali e finanziari. Nel 2024 ho lavorato in media 11-12 ore al giorno. È fondamentale rimanere equilibrati, trovare anche piccoli spazi di svago per alleggerire la mente e coltivare le proprie passioni: solo così si può affrontare lo stress e le sfide che comporta essere imprenditore.

 

Annarita Cacciamani

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