Il fondatore di AnBo Immobiliare racconta come ha trasformato la sua esperienza tecnica in un’attività strutturata e redditizia, puntando su innovazione, pianificazione e tutela del patrimonio
Andrea Bonomo è il fondatore di AnBo Immobiliare, società attiva nel flipping immobiliare, cioè una strategia di investimento che consiste nell’acquistare un immobile, ristrutturarlo e rivenderlo rapidamente per realizzare un profitto. Grazie alla sua formazione da perito termotecnico, segue in prima persona anche la parte impiantistica dei progetti, ottimizzando costi e tempi.
Come è organizzata la società?
Mi occupo di flipping immobiliare, con un focus specifico su immobili da ristrutturare, sia acquistati sul libero mercato che tramite aste giudiziarie. Opero principalmente nei comuni in provincia di Milano. La mia attività imprenditoriale è formalmente iniziata nel 2024 con la nascita della AnBo Immobiliare Srl, una società che gestisco direttamente e che si occupa di acquisizione, ristrutturazione e rivendita di immobili a uso residenziale o commerciale.
Quanto sono importanti la pianificazione e il controllo di gestione per monitorare la salute aziendale?
Direi fondamentali. Ogni operazione viene pianificata nel dettaglio: analisi dei costi, ROI atteso, tempi di rientro, scenari di rischio e margini. Ho un sistema strutturato che mi permette di monitorare costantemente KPI e cashflow, con obiettivi minimi chiari. Senza un controllo di gestione serio e aggiornato in tempo reale, nel flipping si rischia grosso.

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Quali strategie adotta per garantire la tutela del patrimonio personale?
In primis, lavoro sempre tramite la mia Srl, separando quindi il rischio imprenditoriale dal mio patrimonio personale. Inoltre, adotto contratti blindati e utilizzo forme giuridiche di collaborazione come l’associazione in partecipazione, che limitano l’esposizione patrimoniale. Infine, mantengo una diversificazione tra liquidità, immobili e altre forme di investimento finanziario. Francesco Cardone è il mio commercialista e segue direttamente la parte fiscale della mia Srl. Oltre alla consulenza fiscale tradizionale, apprezzo il suo approccio orientato all’ottimizzazione strategica per l’imprenditore, in linea con i principi promossi da Imprefocus. È un professionista che non si limita a “fare i conti”, ma aiuta davvero a leggere i numeri e prendere decisioni consapevoli.
Qual è il suo rapporto con l’innovazione?
Decisamente positivo, direi quasi “ossessivo” in senso buono. L’innovazione, per me, è uno strumento per prendere decisioni più rapide e intelligenti.
Quali obiettivi di crescita per i prossimi anni si è prefissato?
Nel breve termine voglio aumentare il numero di operazioni annuali, pur mantenendo la qualità e i margini. Entro i prossimi 2-3 anni, l’obiettivo è coinvolgere capitali di investitori privati in forma passiva per scalare il business, sempre rimanendo entro un perimetro di controllo. A medio termine, sto valutando la possibilità di espandermi in altri comuni strategici dell’hinterland milanese, dove ci siano margini interessanti e un mercato dinamico.
