Intelligenza artificiale e strumenti digitali: Andrea Turrini ha costruito una struttura snella e protetta per offrire consulenza operativa alle Pmi. Una strategia che integra efficienza, risparmio e tutela del business, anche sul piano patrimoniale.
La tecnologia ridisegna ogni giorno i confini dell’impresa. Ne è convinto Andrea Turrini, che un approccio pratico e orientato all’innovazione, ha fondato 4Brand, azienda di marketing con sede nel veronese, che unisce consulenza strategica, automazione dei processi e utilizzo intelligente dell’intelligenza artificiale.
Di cosa si occupa 4Brand?
4Brand è una realtà nata nel 2020 con l’obiettivo di offrire consulenza in ambito marketing e innovazione tecnologica. L’idea è nata da un confronto con Francesco Cardone, ed è stata costruita attorno alla mia esperienza personale. Lavoro direttamente con le aziende, soprattutto piccole e medie imprese, per accompagnarle in un percorso di evoluzione digitale: dalla trasformazione dei processi all’adozione di nuovi strumenti, fino all’integrazione dell’intelligenza artificiale.

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Perché ha scelto la forma societaria della Srls?
Tutto è nato da una chiacchierata su un treno per Roma con Francesco Cardone, un amico prima ancora che un consulente. Avevo una ditta individuale, ma sentivo l’esigenza di strutturarmi meglio, proteggermi e crescere. Francesco, con un semplice schema disegnato su un foglio, mi ha illustrato le possibilità. Da lì, su suo consiglio, ho optato per la Srls, una scelta che si è rivelata perfettamente adatta alla mia situazione. Per me Cardone è un punto di riferimento: mi ha seguito nella fase iniziale e continua a offrirmi spunti preziosi per la crescita della mia attività. Con lui e Imprefocus c’è una collaborazione che va oltre la consulenza tecnica: c’è fiducia e visione comune.
Che ruolo gioca l’innovazione tecnologica nel suo lavoro?
Un ruolo centrale. La tecnologia mi appassiona da sempre e l’ho vista migliorare concretamente la vita delle persone, sia dal punto di vista professionale che personale. Con l’intelligenza artificiale, ad esempio, è possibile acquisire competenze in tempi ridottissimi e automatizzare processi che prima richiedevano ore di lavoro. È una leva potentissima che cerco di trasmettere anche ai miei clienti.
Come è organizzata internamente la sua attività?
Gestisco ogni aspetto in autonomia, grazie a una suite di strumenti tecnologici e automazioni che svolgono compiti ripetitivi al posto mio. È come se avessi un team virtuale. L’automazione è una mia specializzazione, e grazie a essa posso offrire consulenze operative ed efficaci, insegnando anche ai miei clienti come rendersi autonomi nell’utilizzo delle tecnologie.

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Ha adottato strategie specifiche per tutelare il patrimonio aziendale e personale?
Al momento mi sto concentrando sulla costruzione del patrimonio. Accantono liquidità dove possibile, ma non ho ancora messo in atto strategie strutturate. L’azienda è giovane, ha solo cinque anni, e ha un approccio di crescita sostenibile: nessuna ambizione da multinazionale, ma una realtà solida e in evoluzione.
Quali sono gli obiettivi di crescita nei prossimi 5-10 anni?
L’obiettivo è continuare a esplorare nuovi ambiti, soprattutto alla luce della rivoluzione dell’intelligenza artificiale. Proiettarsi a lungo termine è difficile in un contesto che cambia così rapidamente. Probabilmente tra cinque anni lavoreremo con strumenti e modalità oggi ancora impensabili. L’idea è rimanere agili e pronti ad adattarsi al cambiamento.
