L’imprenditore di Jesolo (Venezia) si racconta, dagli inizi come project manager all’importanza dei corsi di formazione, sia personali che legati al settore immobiliare. Con un occhio anche alle nuove tecnologie
Iniziando come project manager, lo jesolano Filippo Marcon si è in seguito spostato nel ramo dell’alberghiero, l’attività di famiglia. Nel 2024 ha avviato 360 Invest Lab, una società di sviluppo immobiliare che gestisce assieme alla sua compagna e un socio di minoranza, dedita all’acquisto e risistemazione di immobili per poi reimmetterli nel mercato.
Quali sono i passaggi più importanti della sua carriera?
Ho una formazione da ingegnere e negli anni ho lavorato sia come dipendente che come libero professionista, in Italia e all’estero, come project manager nel settore edilizio. Poi ho iniziato nel 2018 a gestire la ristrutturazione e il controllo di gestione dell’attività alberghiera di famiglia a Jesolo, la EF Style Hotel, assieme a mio fratello. Parallelamente, con la mia compagna Giulia Casadio, ho avviato 360 Invest Lab, un progetto imprenditoriale nato appena un anno fa e focalizzato sulla riqualificazione di immobili per poi immetterli sul mercato.
L’esperienza che ha avuto da project manager l’ha aiutata nella creazione di 360 Invest Lab?
Assolutamente, questa nuova esperienza infatti corona quello che ho fatto da tecnico dipendente e libero professionista. 360 Invest Lab unisce sia il lato imprenditoriale che una certa impostazione aziendale, quindi il controllo di gestione e lo sviluppo aziendale, che ho imparato nei miei anni da project manager. Poi sicuramente chi è nel settore da più tempo di me ha un giro d’affari molto più importante di 360 Invest Lab, ma quello che conta è la solidità della tua base di conoscenza. Se da un lato l’esperienza porta a gestire realtà più grandi, dall’altro partire da zero con la giusta mentalità e consapevolezza permette di costruire solide fondamenta, proprio come accade con un edificio ben progettato. E in questo mi hanno aiutato molto il grande percorso di formazione che ho realizzato sia dal lato immobiliare che quello personale. Di conseguenza, la crescita aziendale sarà successivamente più veloce, organica e strutturata.

Photo: Negativespace / EnergePic.com
Quanto sono stati importanti i corsi di formazione per la sua carriera?
Negli anni ho seguito vari corsi di formazione che mi hanno dato strumenti per gestire le aziende non in maniera improvvisata ma più strutturata. Penso ad esempio a quelli di Roberto Re, , Alfio Bardolla, Giuseppe Gatti ma anche a quelli di Francesco Cardone per il controllo di gestione. E questo è stato un grosso aiuto che mi è servito nel tempo e che mi hanno permesso di creare una base solida che adesso vorrei mettere in pratica. Sono dell’idea che il farsi vedere e ostentare sia molto facile, io invece preferisco fare le cose nella maniera giusta e con il tempo giusto. Solo così si crea un’azienda solida con delle buone basi.
Come sta cambiando il settore dell’immobiliare con l’avvento delle nuove tecnologie?
Il settore immobiliare sta attraversando una trasformazione profonda grazie all’innovazione tecnologica. Anche se in Italia il cambiamento potrebbe sembrare meno evidente rispetto ad altri Paesi, l’evoluzione è inarrestabile. Il nostro patrimonio edilizio è molto datato e, se da un lato questo rappresenta un valore storico e architettonico, dall’altro implica la necessità di un aggiornamento in termini di efficienza e sostenibilità.
L’intelligenza artificiale avrà un impatto significativo in diversi ambiti: dal modo in cui gli utenti vivono le loro case, alle tecnologie costruttive, fino alla velocità di progettazione e sviluppo immobiliare. Chi saprà integrare questi strumenti innovativi avrà un vantaggio competitivo rispetto a chi continuerà a operare con metodi tradizionali.
Per quanto riguarda 360 Invest Lab, l’uso della tecnologia è già una realtà, soprattutto nella fase di analisi e ricerca. Strumenti avanzati permettono di elaborare rapidamente grandi quantità di dati, come le perizie delle aste immobiliari, velocizzando il processo decisionale. Tuttavia, l’elemento umano resta fondamentale: la tecnologia è un supporto, ma la valutazione finale richiede sempre competenza ed esperienza.
Quali criteri utilizzate per individuare le opportunità di investimento più promettenti in ambito immobiliare?
Oltre a usare appunto le nuove tecnologie, quando valutiamo dove investire cerchiamo sempre le aree con il miglior equilibrio tra domanda e offerta. Diamo la priorità a zone con un trend di crescita e un grande potenziale di sviluppo. Dopo questa prima analisi, ci concentriamo sul rendimento potenziale, non solo in termini di valore immobiliare, ma anche considerando il cash flow, che può derivare dagli affitti o dalla rivendita.

Photo: Negativespace / Mike Moloney
Che strategie adottate per garantire la tutela del patrimonio aziendale e personale e ci sono delle misure che consigli ad altri imprenditori?
La decisione che ho preso, grazie alla consulenza di Francesco Cardone di Imprefocus, è stata quella di creare una holding immobiliare e una personale – Filmar – che possano fungere sia da strumento di tutela patrimoniale, sia da base solida per gli investimenti operati dalle società di trading legate al mondo immobiliare e dell’hospitality. Abbiamo valutato che la mia situazione patrimoniale poteva beneficiare di questa scelta e attualmente siamo nella fase di conferimento delle varie proprietà, sia mobiliari che immobiliari.
Si tratta di uno strumento molto interessante e che consiglio, perché da un lato aiuta a proteggere il patrimonio dell’imprenditore e dall’altro permette di sviluppare l’attività in modo più strutturato, con una mentalità imprenditoriale orientata alla crescita.
