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Antonello De Lucia: «La mia leadership si basa su ascolto, condivisione e azione»

di Giorgio Pirani
Antonello De Lucia ci racconta la sua esperienza nel settore della logistica e dei trasporti e di Your Embassy, una newco che aiuta le aziende a espandersi all’estero, ma anche l’importanza della pianificazione, del controllo di gestione e della leadership condivisa.

 

Console  onorario  della  Repubblica  della  Lituania  di Macerata, manager e consulente con vasta esperienza nazionale e internazionale nei settori della logistica e dei trasporti. Antonello De Lucia ci racconta della sua lunga esperienza come imprenditore e della sua nuova avventura, Your Embassy, società nata a ottobre 2024 che vuole aiutare aziende e imprenditori a posizionarsi con successo all’estero.

Di cosa si è occupato in questi anni e a cosa sta lavorando adesso?

Negli ultimi anni mi sono occupato prevalentemente di logistica del fashion in ottica internazionale come Business Development Manager dell’azienda Trans World Shipping. Sono anche console onorario della Lituania, che non è un lavoro ma fa parte di un ecosistema di accompagnamento di aziende estere che vogliono investire in Italia. Tanto è vero che poi alla fine dello scorso anno ho deciso di strutturare questa parte consulenziale, ed è stata creata un’azienda chiamata Your Embassy, che stiamo ultimando di strutturare e di cui sono soci Francesco Cardone e Gianluca Lo Stimolo. La piattaforma sulla quale poggia questa newco è per le aziende che si vogliono espandere all’estero o che hanno bisogno o necessità di crescere in Italia. Noi combiniamo l’aspetto delle relazioni istituzionali con il business, facendoli dialogare e velocizzando il processo di introduzione in un nuovo mercato che sia estero o italiano.

Com’è nata l’idea di fondare Your Embassy?

È nata da una richiesta dal mercato: mentre lavoravo nella logistica del fashion spesso mi sono trovato da facilitatore nello sviluppo di business in Italia e all’estero, anche di altre linee di business. Ci siamo resi conto che lo spazio era importante perché a volte chi è riuscito a creare un’azienda e farla prosperare nel proprio settore di riferimento, magari può incontrare difficoltà in un mercato nuovo. Abbiamo così strutturato una serie di servizi legati a questa ricerca di affermarsi, specie nei paesi di cui ci occupiamo che sono quelli della penisola araba e l’Europa del Nord: per esempio può capitare di accompagnare un’azienda lato business e istituzioni, ma anche per i numeri e per la comunicazione, settori di cui si occupano rispettivamente Cardone e Lo Stimolo. Insomma, vogliamo creare una piattaforma di base per una serie di servizi. 

Quanto sono importanti la pianificazione e il controllo di gestione per monitorare la salute dell’azienda?

Fondamentali. Negli anni sono diventate sempre più centrali, sia la pianificazione ma anche il controllo di gestione e dei numeri, due temi importantissimi per chi fa impresa e indispensabili per poter prendere decisioni. In una parte si muovono tutte cose fisiche, dall’altra si muove il denaro,  sono i due pilastri fondamentali.

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Photo: Freepik / wavebreakmedia_micro

Come definirebbe il suo stile di leadership e come crede che abbia influenzato il successo della sua attività?

Ascolto, condivisione e azione. Sono tre temi molto importanti, ma prima di tutto viene l’ascolto, poi il confronto non solo con il singolo ma con tutto il gruppo che sta intorno e poi la capacità di guidare l’azione. Per il caso di Your Embassy, la mia visione era molto chiara e che si basava sulla mia esperienza, su quello che ho visto nel passato nel presente e in sviluppo nel futuro. Questa visione è stata condivisa da altri due professionisti ed è diventata un progetto collettivo.

Riesce a ritagliarsi spazi dedicati solo a sé stesso nell’arco della giornata o è concentrato con il lavoro dalla mattina fino a sera?

No, quest’ultimo è uno stile di vita che non condivido. Adesso io e i miei soci siamo sicuramente in una parte molto delicata ed intensa con la nostra newco, ma questa non è la vita normale. È bene stabilire un ritmo generativo e di benessere, altrimenti non ha molto senso.

Oggi gli imprenditori hanno necessità di strumenti necessari per crescere in un mondo sempre più competitivo. Lei che scelta ha fatto?

Ho scelto Imprefocus che è composta da professionisti serissimi con una visione, come dice Francesco Cardone, divergente, a cui io aggiungo anche lungimirante e contemporanea. Hanno capito il tempo in cui stiamo vivendo e questa è una cosa importantissima, a cui poi la affiancano una serietà e un approccio che viene da un’esperienza enorme. Questi due fattori a me fanno stare tranquillo. Poi ci lega anche un approccio di tipo personale, di stima reciproca che sicuramente rende ancora più piacevole lavorare insieme.

 

Giorgio Pirani

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