Con il brand “Difensore Condominiale”, Tarcisio Sala si è differenziato rispetto ai suoi colleghi nel panorama nazionale. Con l’obiettivo di migliorarsi sempre e non restare mai indietro.
Amministratore condominiale da 15 anni, Tarcisio Sala si è voluto allontanare dallo stereotipo classico di questo lavoro e ha deciso di creare un ambiente che fosse attento ai dipendenti e ai condomini, con un approccio mirato e proiettato al futuro. Ideato dal team professionale Studio Sala di Bergamo, la figura del “Difensore Condominiale” nasce per svolgere il ruolo di mediatore, risolvendo conflitti contabili ed extracontabili dei condomini e supportando gli amministratori nel disbrigo di pratiche condominiali specifiche.
Quali sono state, professionalmente parlando, le tappe principali che l’hanno portata dov’è ora?
Volevo distinguere nel mercato dell’amministrazione condominiale e quindi fare un servizio che fosse efficiente e scardinare questa impressione comune di considerare gli amministratori come una figura obsoleta, il classico ragioniere che si mette a fare qualcosa giusto per arrotondare. In realtà il mio approccio è stato quello di entrare in questo settore per modificare tutte queste credenze limitanti e cercare di invece proporre qualcosa di diverso. Ho investito parecchio tempo in formazione specifica che va al di là del DM 140 (il decreto ministeriale che ha regolamentato la formazione obbligatoria per accedere all’esercizio della professione di Amministratore Condominiale, ndr), ma ho fatto anche dei corsi specifici e attualmente ho 4 attestati riconosciuti a livello europeo. Il secondo aspetto è stato quello di creare un ufficio che fosse versatile, veramente attento alle esigenze dei condomini e soprattutto organizzato. È stato pensato fin dal primo giorno per essere un ufficio modello, sia organizzativo che comunicativo. E in questo senso devo dire che abbiamo da subito avuto un riscontro molto importante da parte dei clienti.

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Come definirebbe il suo stile di leadership e come crede che abbia influenzato il successo della sua attività?
È uno stile basato sulla condivisione del team. Ho le idee chiare su quali sono gli obiettivi dello studio e le condivido con i miei collaboratori nelle nostre riunioni settimanali in modo tale che da impegnarci vedere se le cose che il programma di lavoro che abbiamo fatto per la settimana prima, per il mese e per l’anno stanno andando nella direzione corretta. C’è un costante monitoraggio delle attività principali e i miei collaboratori sono tutti coinvolti in questo perché voglio che arrivi il contributo da parte di tutti. Tendo poi a delegare molto ai miei collaboratori. Naturalmente tutti lavorano sotto la mia direzione e controllo, però è un controllo non dittatoriale ma volto più al fatto di dire “guarda questo aspetto si può migliorare e lavoriamoci”, ma io parto dal presupposto che quando vado in vacanza lo faccio serenamente, perché so di avere delle persone che sanno fare il loro lavoro.
Come ha fatto a distinguersi in un settore competitivo come quello della gestione condominiale?
Uno dei più grossi problemi che avevano gli amministratori era quello di fare la contabilità una volta al mese. Ora molti usano l’intelligenza artificiale, ma noi facciamo già da 15 anni la contabilità giornaliera su tutti i condomini che amministriamo, quindi entro le 10.30-11 del mattino tutti i condomini sono perfettamente allineati. La seconda cosa che facciamo, attentissima, è il monitoraggio sulle scadenze degli impianti; di queste cose molti condomini non ne sanno nulla, quindi noi abbiamo creato un documento intuitivo per fare in modo che il condomino, anche senza leggere i numeri del rendiconto, sia perfettamente in grado di capire se il condominio ha dei problemi o no. Questo è un atto di trasparenza e di dovere informativo che purtroppo non riscontriamo nella maggior parte degli amministratori; c’è una tendenza a omettere delle imperfezioni e a non informare i condomini sui reali rischi che ci sono nel condominio.
Riesce a ritagliarsi spazi dedicati solo a sé stesso nell’arco della giornata?
L’ultima cosa che voglio nella mia vita è diventare schiavo del lavoro e poi non avere più il tempo per vivere serenamente la mia vita. Mi sono fissato dei giorni per andare in palestra e programmare dei momenti per vivere e cercare di staccare un po’ dalla quotidianità, per cui mi preoccupo assolutamente di avere un corretto bilanciamento tra vita e lavoro. Dal 2013 si è aggiunta al team di professionisti anche Diana Maria Bertocchi, amministratrice di condomini, che rappresenta ufficialmente la seconda generazione di Studio Sala: Diana è una figura chiave nella gestione della contabilità dei condomini, oltre a essere un punto di riferimento per i condòmini per quanto riguarda il disbrigo delle pratiche burocratiche.

Quali obiettivi di crescita per i prossimi anni si è prefissato?
Stiamo lavorando a “Difensore Condominiale“, un brand specifico per fare cultura sia per il lato condomini sia il lato amministratori, questo perché riteniamo che anche le modalità di comunicare fanno la differenza, se l’amministratore non sa comunicare i condomini vanno da tutt’altra parte e sono invece due entità che dovrebbero convergere a benessere del condominio. L’obiettivo sarà quello di fare diventare il brand “Difensore Condominiale” un punto di riferimento a livello nazionale.

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Per quanto riguarda invece la crescita dello studio, l’obiettivo è quello di efficientare al massimo i processi per fare in modo che a parità di ore riusciamo a servire un numero più elevato di condomini nella massima soddisfazione dei clienti. L’obiettivo è fare in modo di essere sempre un amministratore all’avanguardia in tutto. Ormai il mondo cambia talmente velocemente che se non sei adeguato fra tre anni sei già obsoleto.
Oggi più che mai gli imprenditori hanno necessità di strumenti necessari per migliorare la redditività e crescere in modo sostenibile. Lei che scelta ha fatto?
Noi in questo momento stiamo incrementando la collaborazione con Imprefocus di Francesco Cardone e lo faremo sempre di più perché ci siamo resi conto che non è il classico commercialista: per questo siamo molto soddisfatti di essere suoi clienti. L’abbiamo conosciuto nel 2024, poi ho approfondito la tematica durante un corso di Gianluca Lo Stimolo. Da poco tempo è diventato un nostro partner strategico per tutelare gli interessi dell’impresa: sono certo che insieme realizzeremo interventi operativi per migliorare le performance aziendali.
