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Lucchese Industria: «Doveroso salvaguardare i patrimoni delle nostre famiglie»

di Annarita Cacciamani
Mario Lucchese, fondatore di Lucchese Industria, azienda del trevigiano attiva nel settore della stampa della plastica, e il suo socio Francesco Rover spiegano come oggi guardano in maniera diversa alla gestione della loro azienda.

 

Nel ripercorrere il loro percorso imprenditoriale, Mario Lucchese e Francesco Rover ricordano le difficoltà affrontate, incluse le volte in cui hanno dovuto investire risorse personali per mantenere l’azienda. Solo di recente, ci hanno rivelato, è emersa la consapevolezza che il successo passa anche per la sostenibilità economica: «Abbiamo capito che, come imprenditori, è fondamentale riuscire a generare valore e guadagnare grazie al nostro lavoro». Oggi hanno anche avviato una start up per risolvere problemi a chi lavora nel settore Automotive, come ci raccontano in questa intervista.

Come è nata Lucchese Industria e quali sono le tappe principali della sua crescita?

È una storia lunga e abbiamo avuto alcune vicissitudini. L’azienda, fondata da Mario Lucchese, è nata nel 1979 come azienda costruttrice di stampi poi è cresciuta iniziando a stampare plastica, continuando, ovviamente, a realizzare gli stampi. Nel 2010, dopo vicissitudini abbastanza brutte, abbiamo chiuso una parte dell’azienda e l’abbiamo poi ricreata e rilanciata con l’ingresso di nuovi soci, tra cui Francesco Rover.

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Mario Lucchese

Quali misure mettete in atto per proteggere il patrimonio aziendale e personale?

Nella prima fase della nostra attività la tutela del patrimonio personale è stata sempre messa in secondo piano. E purtroppo ci abbiamo anche rimesso nostre proprietà per fronteggiare i momenti di crisi. La svolta è stata conoscere Francesco Cardone. L’abbiamo incontrato tre anni fa e abbiamo iniziato un percorso con lui. Ci ha fatto capire che anche noi meritiamo di vivere in maniera decorosa e portando a casa i guadagni generati dal nostro lavoro. Ci impegniamo davvero molto nella nostra azienda: l’imprenditore è il primo collaboratore dell’azienda ed è doveroso salvaguardare anche il futuro suo e della sua famiglia.

Cosa vi proponete di raggiungere nei prossimi anni in termini di sviluppo e crescita, e quali sono i principali obiettivi su cui intendete focalizzarvi per realizzarli?

Su questo punto abbiamo idee molto chiare. Il mercato dello stampaggio di materie plastiche è piuttosto saturo e noi lavoriamo quasi totalmente per il settore Automotive. Abbiamo avviato una start up per risolvere problemi a chi lavora in questo settore e abbiamo sviluppato delle applicazioni che consentono di rendere automatiche operazioni che per un uomo o una donna possono essere a lungo andare usuranti o addirittura pericolose. Il nostro obiettivo è risolvere quei problemi legati alla manodopera, andando ad eliminare tutte quelle lavorazioni usuranti e che, se fatte per molto tempo, possono diventare addirittura pericolose. Oggi stiamo studiando come poterci muovere al meglio sul mercato, con strategie di marketing e come lanciare il nostro progetto. In questo ci sta aiutando invece Francesca Cardone, CEO, Manager Marketing e Comunicazione di Imprefocus. Il nostro servizio è, per ora, unico sul mercato e speriamo di poter raggiungere molte imprese.

Frequentate percorsi di formazione o utilizzate il supporto di un business coach per mantenere un mindset equilibrato ed efficace?

Noi facciamo parecchi corsi. Tra l’altro stiamo seguendo anche da due anni un corso con un’associazione di imprenditori che hanno avuto difficoltà e che vogliono rimettersi in discussione tenendo conto di tutto ciò che comporta avere la responsabilità dell’imprenditore. Non basta essere bravi sul lavoro, ma bisogna essere bravi in tante altre cose. Leggiamo anche qualche libro, ma ammetto che dovremmo dedicare più tempo alla lettura.

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Francesco Rover

Qual è la vostra esperienza con la consulenza di Francesco Cardone?

Siamo un po’ di parte perché ormai Francesco Cardone è diventato un amico… Lui si differenzia dagli altri perché ha una visione molto diversa del ruolo del consulente. Lo ha dimostrato sin dal primo giorno che è entrato nella nostra azienda. Ci siamo conosciuti a Bologna ed è cominciato tutto da un caffè offerto. Subito, fin dal primo giorno ci ha incanalato verso una visione dell’azienda completamente diversa da quella che avevamo. Ovviamente le difficoltà ci sono ancora ma le affrontiamo con un altro spirito e un altro modo di vedere le cose, trovando sempre il lato positivo.

 

Annarita Cacciamani

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