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Stefano Andolfi: «Con i nostri gioielli fatti a mano trasformiamo sogni in realtà»

di Alessandro Dattilo
Unire sapientemente artigianato e nuove tecnologie per dare vita a un gioiello dalla forte personalità. È questa la missione di Stefano Andolfi, che dal 1996 produce gioielli fatti a mano e personalizzati: «Con il nostro stile unico e oltre 25 anni di esperienza, uniamo in modo creativo colori, pietre e forme». *

 

Fin da piccolo ha avuto una forte manualità e una grande attrazione per rocce minerali e fossili. Questa passione ha avvicinato Stefano Andolfi al mondo dei gioielli, dove poteva unire la manualità alla conoscenza dei minerali. Ora con la sua “Stefano Andolfi Gioielli” traduce in realtà i sogni di clienti da tutto il mondo.

Stefano, in che modo riesce a unire artigianato e nuove tecnologie per dare vita a un gioiello dalla forte personalità?

Alcune lavorazioni e procedure nel mondo orafo possono essere meccanizzate. Per far crescere un’azienda e rimanere competitivi in termini di produzione e rapporto qualità/prezzo, è necessario integrare questi passaggi. Tuttavia, queste innovazioni aiutano, ma non sostituiscono la manodopera e l’esperienza del maestro orafo.

Ad esempio, una volta si progettava con carta e penna, per poi scolpire una cera apposita e procedere con i vari aggiustamenti fino a ottenere il modello definitivo: da qui si andava in fusione, si creava un altro stampo per poi moltiplicare lo stesso modello.

Ora, con la progettazione 3D, si può definire il progetto e i suoi spessori direttamente al computer, riducendo notevolmente i tempi di lavorazione.

Dal progetto si passa poi alla stampa dei modelli in cera o resina tramite stampanti 3D. In pratica, lo stesso lavoro viene eseguito in metà del tempo: tutto fatto da pc e computer, ma a progettare c’è la competenza dell’orafo.

L’esperienza del maestro orafo subentra anche nella rifinitura finale. Ad esempio, dopo il ciclo dei buratti, che esegue una prima finitura grossolana, il maestro orafo inizia a rifinire e lucidare manualmente i punti più nascosti del gioiello, facendo emergere tutto il suo splendore. Il lavoro dell’orafo è uno dei più antichi e richiede passione; senza amore per questo mestiere, non si può portare avanti.

Qual è stata l’ispirazione iniziale che ha portato alla fondazione della sua azienda? E quali sono stati i momenti decisivi nella crescita dell’impresa?

Fin da piccolo ho avuto una forte manualità e una grande attrazione per rocce minerali e fossili. Questa passione mi ha avvicinato al mondo dei gioielli, dove potevo unire la manualità alla conoscenza dei minerali. L’idea di creare qualcosa di mio da far indossare alle persone mi affascinava. Quando è stato il momento di scegliere la scuola superiore, la decisione era già presa: oreficeria.

Dopo 13 anni, nel 1996, ho aperto il mio laboratorio orafo. I momenti decisivi per la crescita sono arrivati negli ultimi 15 anni, quando la mia reputazione ha iniziato a espandersi. Entrando nelle gioiellerie per proporre i miei servizi, molte persone avevano già sentito parlare di me: oggi, quando mi presento, molte gioiellerie sanno già chi sono e affidano a noi i lavori dei loro clienti.

Qual è il suo rapporto con l’innovazione? Come gestisce la digitalizzazione per presentare e vendere i suoi prodotti?

Sono sempre stato una persona curiosa, e questo mi ha portato a confrontarmi con diverse realtà. Nel mio settore, ci sono costanti novità e tecniche che devo valutare per capire se si adattano alla mia azienda. Questo mi spinge a rimanere sempre aggiornato. Per la digitalizzazione, ci siamo affidati a diverse agenzie di marketing per gestire i canali social e l’e-commerce, ma finora nessuna ha portato i risultati sperati. In questo momento, stiamo lavorando con una nuova agenzia.

Quali strumenti utilizza per organizzare internamente l’azienda? Quanto è importante la pianificazione e il controllo di gestione per monitorare la salute della sua impresa?

Nella mia azienda utilizziamo diversi gestionali: uno per gestire le riparazioni e le creazioni che arrivano dalle gioiellerie, uno per monitorare i lavori che entrano ed escono dal nostro punto vendita, un altro per gestire i dati dei clienti e mantenere i contatti tramite email o WhatsApp. Infine, il più importante è il gestionale che monitora la situazione finanziaria del laboratorio e del negozio.

Quali strategie adotta per garantire la tutela del patrimonio aziendale e personale? Ci sono misure specifiche che consiglierebbe ad altri imprenditori?

La strategia che utilizzo per proteggere il mio patrimonio, quello aziendale e il TFR dei miei dipendenti, consiste nell’accantonare una cifra mensile per acquistare oro fisico. Consiglio questo tipo di investimento a tutti, soprattutto agli imprenditori. Acquistare oro fisico patrimonializza l’azienda, non comporta costi di gestione, il metallo resta fisicamente nelle nostre mani, non è pignorabile né intestabile. Inoltre, con poco spazio si può conservare un valore che cresce nel tempo.

Quali sono i principali obiettivi di crescita per i prossimi 5-10 anni? Avete già pianificato un passaggio generazionale all’interno dell’azienda?

Per i prossimi 5 anni, abbiamo pianificato un’espansione della produzione e la partecipazione alla fiera di Hong Kong per la vendita delle nostre collezioni all’estero. Per quanto riguarda il passaggio generazionale, non abbiamo ancora pianificato nulla. Mio figlio maggiore ha 18 anni e ha iniziato ora l’università, il più giovane ha 14 anni e si è iscritto nella stessa scuola che ho frequentato io. Molte cose potrebbero ancora cambiare, quindi reputo prematuro parlarne ora.

Comunicazione e marketing: di cosa è soddisfatto e su quali aspetti sta lavorando per essere ancora più efficace?

Come detto prima, ci siamo affidati ad agenzie per la gestione dei social, ma con scarsi risultati. Quello che mi sta dando soddisfazione è proporre i nostri gioielli ad aziende, affinché li usino per premiare i loro venditori che si sono distinti o che hanno raggiunto degli step, oppure clienti più importanti. Inoltre, andare direttamente nelle gioiellerie e presentare i nostri servizi ci sta portando buoni risultati.

Per mantenere un mindset equilibrato ed efficace, ha frequentato percorsi di formazione o utilizzato il supporto di un Business Coach?

Frequento tutti i corsi che posso e cerco di mettere in pratica quanto appreso: credo che mantenere un livello mentale e fisico elevato sia fondamentale per me per poterlo poi trasmettere ai collaboratori. Ecco perché partecipo regolarmente a questi seminari.

Qual è la sua esperienza con la consulenza di Imprefocus?

Mi avevano parlato molto bene di Imprefocus. Durante la pandemia, ho riorganizzato l’intera azienda e il commercialista è stato tra i primi a essere sostituito. Così è iniziato il nostro rapporto. Con Francesco Cardone e il suo staff ho trovato un ambiente familiare, molto attivo e sempre pronto a trovare soluzioni. Senza contare i corsi formativi che Imprefocus organizza per i propri clienti. Sono loro cliente da quasi 5 anni e mi sento molto soddisfatto, senza contare il rapporto di amicizia che si è instaurato tra me, Francesco e il suo staff.

*Questo contenuto è stato realizzato in collaborazione commerciale

Alessandro Dattilo

 

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