Fare in modo che l’azienda abbia pochi costi fissi e tanti costi variabili è un obiettivo da perseguire. Perché da un lato si limiterà il rischio di impresa, dall’altro si trasformerà l’azienda in un’impresa capace di adattarsi ai cambiamenti del mercato.
L’azienda può essere considerata lo specchio di chi la guida. Quindi ciò che l’imprenditore o l’imprenditrice è e fa si riflette sulla sua azienda. Chi fa impresa deve essere perciò formato sui temi che stanno alla base della gestione di un’azienda. È un concetto che potrebbe sembrare banale e che si rischia di dare per scontato, ma è molto importante.
Formarsi sui principi alla base della gestione di un’azienda
L’imprenditore va formato sui principi fondamentali che reggono la gestione di un’azienda, e che le permettono di crescere, generando redditività. Cioè, creando profitto. La redditività è l’indicatore più importante per il benessere di un’azienda, mentre si è soliti pensare esclusivamente al volume d’affari e al fatturato. E l’unico vero indice di redditività è il margine di contribuzione.
Ma che cos’è? Il margine di contribuzione è la differenza tra i ricavi e i costi variabili dell’azienda. È ciò che resta del fatturato dopo aver detratto i costi variabili, e che servirà poi per la copertura dei costi fissi aziendali. Lavorando sulla crescita del margine di contribuzione, si avrà la possibilità di conoscere la vera ricchezza generata dalla propria attività principale.
Se il margine di contribuzione è elevato, ma non si riesce ad aumentare il proprio guadagno vuol dire che l’attività “mangia” la ricchezza generata. A questo punto si dovrà assolutamente provvedere al taglio dei costi in eccesso. Il primo passo da fare nella gestione dell’impresa è quindi focalizzarsi sul margine di contribuzione. Una scarsa analisi di questo indice è spesso la causa di una mancata redditività.
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