Nel mondo imprenditoriale, il rischio è sempre dietro l’angolo. Chi fa impresa naviga tra le difficoltà di questi ultimi anni dove l’incertezza economica è sempre in agguato, cercando non solo di prosperare, ma anche di proteggere vigorosamente gli asset più preziosi: la sua azienda.
La protezione aziendale va ben oltre la mera sicurezza fisica degli uffici o la gestione dei rischi finanziari: richiede una visione olistica e proattiva che permei ogni aspetto dell’operazione commerciale. La gestione del rischio emerge come un’abilità fondamentale per la prosperità a lungo termine delle aziende. Ma questo aspetto viene spesso trascurato dagli imprenditori italiani. Una pratica comune è quella di mescolare il patrimonio immobiliare con le attività aziendali, una mossa che può rivelarsi rischiosa in caso di difficoltà finanziarie.
Cos’è la “spatrimonializzazione”
Il concetto di gestione del rischio non è ancora entrato nella testa di moltissimi imprenditori, infatti se n’è accorta PwC Italia in collaborazione con Nedcommunity, che dalla ricerca “Risk Management & Governance: lo stato dell’arte delle imprese italiane” ha scoperto che appena un’azienda su due, pari al 58%, ha una funzione di risk management al proprio interno, che resta una figura ancora poco presente e spesso non strategica, con una maggiore diffusione tra le aziende quotate (78%) e quelle operanti in un settore regolamentato (83%) e una minore diffusione tra le non-quotate (41%).
In un periodo storico di forti incertezze geopolitiche ed economiche, un’azienda non può più permettersi di non presidiare i rischi ai quali è esposta e di non conoscere la propria propensione al rischio. Per questo, con l’obiettivo di garantire la sicurezza del proprio patrimonio, è cruciale per l’imprenditore adottare misure straordinarie di “spatrimonializzazione”.
Ma cosa si intende con questa parola? Significa effettuare una separazione netta tra il patrimonio immobiliare e le attività aziendali, garantendo che eventuali difficoltà finanziarie non mettano a rischio gli averi personali dell’imprenditore.
Una strategia efficace consiste nella scissione delle due realtà, creando un’entità separata per gestire il patrimonio immobiliare. In questo modo, qualsiasi problema aziendale non potrà minacciare i beni personali dell’imprenditore.
Creare una cassaforte aziendale per salvare il patrimonio
Un’altra tattica consiste nella costituzione di una società dedicata esclusivamente al patrimonio immobiliare. Questa “cassaforte aziendale” agisce come custode delle proprietà, separandole dalle attività commerciali dell’imprenditore. «Queste società, conosciute come holding immobiliari, non solo proteggono il patrimonio, ma assicurano anche una gestione efficiente e mirata delle proprietà», spiega Francesco Cardone, “commercialista divergente” e CEO di Imprefocus, società di consulenza aziendale, specializzata nella crescita del business delle aziende. Implementare queste strategie non solo proteggerà il futuro dell’impresa, ma garantirà anche la sicurezza finanziaria dell’imprenditore e della sua famiglia. I principi fondamentali di questa protezione patrimoniale sono chiari: tutela, risparmio e serenità.
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